presto presto
presto presto
presto presto vai …
presto presto
presto presto
presto presto fai presto …
I’ve got it
cosa mi manca?
me lo chiedo leggendo i racconti dei miei compagni, di nuovo raccolti in cima al colle del montefeltro; ascoltandoli raccontare, un po’ contenti e un po’ scazzati, come si rivoluziona un giornale e come si organizza una tesina: tutti in coda in attesa del responso del capo, Vittorio.
Beh, non credevo, dopo i 5 mesi di libertà condizionata di sentire la mancanza della prigione; e invece…
Strano; è come se alla fine delle vacanze estive, mi avessero autorizzato a rimanere al mare e io sentissi la mancanza dei professori.
Non è proprio così, ma quasi. Avevo tanto dubitato della funzione delle scuole, che tanta è stata la sorpresa e la felicità di scoprire un importante funzione formativa; un passaggio per alcuni aspetti imprescindibile, direi, seppur con tante cose da migliorare. Ma alla fine di sette lunghissimi mesi, passati in un attimo, sono corso via come tutti, finalmente libero di lavorare, senza paracadute, senza finzione.
E invece ora mi manca il consueto giro dei preferiti (più di un giro ogni giorno, a di re il vero) alla ricerca dell’ultima notizia di ogni campo dello scibile umano. Mi manca lo sguardo del capo mentre legge il mio pezzo e ogni volta provare a decifrare il suo giudizio seminascosto tra le sue parole, e molte altre cose.
E’ che io ho sempre creduto nella formazione ed è chiaro che mi dispiace perdere quei momenti e quegli spazi di discussione, di riflessione e di confronto che nella routine produttiva di ogni giorno sono inevitabilmente sacrificati.
Ma forse, alla fine, è giusto che sia finito qui, a lavorare.
E in fin dei conti, io sto bene…
(è un eufemismo)
sono andati tutti via.
loro malgrado.
ricomincio da solo, senza cambiare città. cambio vita.







