Il peccato originale del centro-sinistra, e di D’Alema in particolare, è l’assurda insistenza sulla necessità di un dialogo con Berlusconi. Si tratta di un errore madornale che dura dal lontano 1996, e che denota in chi lo commette un provincialismo desolante: nessuno Schroeder o Blair o Jospin, per citare i maggiori esponenti del mitico socialismo europeo, si sognerebbe di mettere al primo posto della sua agenda la ricerca di accordi con l’opposizione, né tanto meno si prosternerebbe ai suoi piedi pur di concordare il nome del nuovo capo dello Stato. L’ossessione del dialogo ha avuto l’unico effetto di attribuire al corteggiato speciale, cioè a Berlusconi, un immeritata patente di serietà, e di distogliere forze pericolose dall’essenziale compito di definire meglio idee e programmi del centro-sinistra.

[Claudio Rinaldi, L'Espresso, 8 luglio 1999]

Siamo ancora a questo punto?

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