cappuccino

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non so perché me ne sono reso conto solo ora, ma mi manca il cappuccino. un’abitudine che a bologna aveva ampia soddisfazione e che anche a urbino, in qualche modo ero riuscito a incastrare e invece, da quando sono a roma è sempre stato difficile.
un po’ perché sotto casa non ho un vero bar, un po’ perché la mattina dormo più che posso e poi corro al lavoro più veloce della luce e nel mezzo ci sta al massimo un caffé o un caffellatte fatto da me…
ma l’altra settimana ero a bologna nella mia vecchia casa e domenica mattina mi è venuto spontaneo vestirmi fare le scale e andare a comprare i giornali e poi fermarmi al bar: cappuccino e cornetto.
forse è legato ai tempi del lavoro, forse ai tempi (e ai luoghi) di una grande città, forse è colpa mia, in qualche modo.
ma a questo punto è quasi ora di pranzo: un cappuccino che senso avrebbe?

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