quelle che ho perso

La prima sciarpa l’ho persa che avevo 17 anni o poco più, al liceo. Era marrone, a maglie larghe, cucita a mano da mia mamma. La portavo, mi ricordo, con un cappello da marinaio rosso cremisi e in qualche foto dell’epoca ancora si può ammirare l’orribile accoppiamento.
Ero a scuola, un giorno, in palestra per l’ora di educazione fisica: che ci facevo con la tuta e la sciarpa al collo? A un certo punto lascio la sciarpa sulla spalliera di legno ed entro nel campo di pallavolo. Suona la campanella, fine anticipata della partita e tutti in classe per l’ora di latino. Passa nemmeno mezzora, e mi rendo conto che non ho più la sciarpa; corro in palestra e non la trovo già più. Molti anni dopo, in un’altra città ho visto la stessa sciarpa al collo del mio compagno di casa Bologna, secondo voi sarei dovuto intervenire? Forse sì, visto che nella repubblica centrafricana non ne ha certo bisogno.
 
Appresa la notizia, mia mamma mi aveva cucito una identica sciarpa marrone, forse solo un po’ più sottile. Anche quella l’ho persa. Anzi, per la precisione l’ho prestata e mai più avuta indietro. Ce l’ha da qualche parte uno dei miei migliori amici. Una sera d’inverno del 2001, a Bologna, me la chiede per tornare a casa e nonostante il mio triste presentimento gliela presto…
L’ho visto altre volte con quella sciarpa al collo, ma non mi è sembrato il caso: ci ho comunque guadagnato in cappelli
 
Tra le due sciarpe marroni ne ho avuta una nera, lunghissima e anarchica, più di due metri. Ero nel pieno del mio periodo freakettone a Bologna: due giri intorno al collo e via andare sotto i portici. Pochi giorni prima di Natale del 2000 l’ho persa in stazione. Alla stazione di Bologna.
23 dicembre, arrivo di corsa al binario senza prenotazione, per prendere l’ultimo intercity che mi può far arrivare a casa entro la vigilia. Carico di borse e con l’umore sotto i tacchi per l’ennesimo disastro sentimentale corro nel sottopassaggio spingendo chiunque, arrivo sul binario insieme al treno e provo a salire in un vagone stimatissimo. E mentre il treno riparte e io, in piedi nel corridoio, sto tirando un sospiro di sollievo perché almeno quel treno non è passato invano, mi guardo addosso e la sciarpa non c’è più. Ho bestemmiato fino a Castel Bolognese, poi ho deciso che poteva bastare.
 
Quel Natale ho ricevuto in regalo una bellissima sciarpa verde Benetton. Fine, ma non troppo. È stata in un certo senso, la mia sciarpa più lunga: l’ho persa più di sei anni dopo. Aprile 2006, la laurea del mio migliore amico: torno a Bologna dopo molti mesi e fa ancora freddo, la sciarpa ci sta. Dormo a casa di altri amici e la mattina della proclamazione, mi alzo presto, mi vesto al buio ed esco di casa in silenzio. Sul pianerottolo mi accorgo che… ma è troppo tardi, cioè: è troppo presto per svegliare tutti e allora vado via. Non la rivedrò mai più.
 
 
Da ieri ho una stola nuova: chissà che non sia quella giusta.

6 comments so far

  1. 001 utente anonimo

    io faccio più o meno la stessa cosa. di solito però mi succede con i portafogli pieni di soldi-documenti-carte-importanti. e uno l’ho perso proprio alla stazione di bologna. porterà sfiga?

    buon natale in ritardo, e buona sciarpa 2007

    ellevu

    December 27th, 2006
  2. …questa ara’ quella buona vedrai

    (frase che dico agli amici quando si fidanzano, per l’ennesima volta…)

    December 28th, 2006
  3. 003 SynGioia

    si secondo me anche. (proprio. :P)

    buon anno Totaro :)

    January 1st, 2007
  4. 004 utente anonimo

    Caro Totaro la tua storia delle sciarpe e’ commovente…e ti capisco. Quando accadono certe cose e’ strano. Ci si affeziona tanto alle cose che si sta sempre attenti a non perderle. E poi, quando ci si distrae un attimo, via…il momento del distacco arriva e tutto e’ perduto. basta un attimo, un singolo momento in cui il tuo sguardo finisce altrove insieme alla tua mente e…pluff!

    questa riflessione fu fatta un giorno che era un primo maggio, forse del …1998? bo, comunque c’eri anche tu credo ed eravamo a Reggio Emilia coi CSI e gli Ulan Bator ( a proposito sono anni che li rincorro). Finito il concerto, il gruppone di vecchi amici e amici degli amici si dirige verso la stazione per riprendere il treno del ritorno. Tra le “rovine” del concerto mille scatolette rotte, buste e…lattine. Una di queste ultime era schiacciata a formare quasi una lamiera. Fu la nostra palla per un bel po’ tra le vie di Reggio post CSI. Fu una partita ovviamente tutti contro tutti, con sottofondo di rumore tipico di latta che scheggia la strada. Fu bello e divertente, poi fu un attimo. Qualcosa ci distrasse, come quando si e’ bambini…si si proprio cosi’. E la latta-palla che fu nostra per lungghi momenti fu lasciata sola li’ dimenticata. Quando qualuno se ne ricordo’ fu troppo tardi.

    Ecco, ogni volta che perdo qulcosa, mi viene in mente quell’episodio di un po’ di anni fa. Fa niente, finche’ non ci rimetti qulcos’altro. E sorrido.

    Accadde cosi’ in un vagone di metro’, al un cappello colorato comprato all’Ovviesse e adesso mi sfuggono…ma sicuramente tante altre volte.

    Saluti di buon anno 2007

    alemaga

    January 8th, 2007
  5. 005 ilTotaro

    Ciao Ale,

    quel concerto l’ho mancato per un pelo: quell’anno ero ancora a Lecce ma le foto appese alla marsala, quelle foto seppia o biancoe nero, non me lo ricordo più, mi hanno sempre fatto pensare di aver perso un bel concerto, una bella situazione di gruppone. Eppure è quasi come se ci fossi stato.

    January 8th, 2007
  6. 006 SynGioia

    ilTotaro, non potresti fartene fare due uguali, così se perdi una cmq hai l’altra? sempre se poi riesci ad affezionarti a queste nuove sciarpe, chiaro…

    January 10th, 2007

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