s’i’ fossi tumblr (3)

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Il filosofo per eccellenza del pessimismo cosmico, Schopenhauer, sosteneva che «solo gli imbecilli aspettano con ansia l’ultima notizia»: ecco, io faccio parte indiscutibilmente di quella categoria.

(Edmondo Berselli, Adulti con riserva)



andatelo a vedere in lingua originale

Per scoprire come è stata ammazzata Meredith bisogna analizzare il rasoio di Occam.

Un umile suggerimento per i giornalisti e i deduttori, piuttosto che per gli esperti della scientifica.

radicchio e gorgonzola

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Nostalgia in Largo Fochetti.

E così a metà della storia (perché la fine sembra ancora lontana) internet torna alla ribalta. Non più come brodo di coltura delle nuove de-generazioni come sottolinea Zoro, ma come strumento per le indagini e per l’individuazione di un ricercato.
Detto che più in là potremmo parlare di tracciabilità e limitazione della privacy, nessuno, tra i parrucconi di Tg e giornali, ha sottolineato il lato positivo della rete: connettività, costi zero per le telefonate, mi pare. Non fa notizia?

"Si migliora il mondo arrabbiandosi un po’ o tanto, ma poi pensando al progetto".
Questa frase sintetizza perfettamente una riflessione di Luca De Biase che tiene insieme le principali incazzature collettive del momento.

via GenerazioneBlog

sul mio paniere

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A un certo punto, negli ultimi mesi, forse poco prima dell’estate, nel supermercato sotto casa è aumentato il prezzo delle olive. Da 6,90 € al chilo a sette euro e quaranta.
Nell’economia di un supermercato, e più in generale in quella della grande distribuzione, 50 centesimi (in più, al chilo) non sono gran cosa. Nell’economia di una mia spesa, che contenga delle olive, tanto meno.
Però, pensavo, mangiando delle olive verdi dolci, dietro l’iniziativa "prezzi bloccati" sui prodotti di prima necesità, si nascondono gli aumenti invisibili di tantissimi prodotti laterali che compri in quantità modica, per cui non vai a guardare il prezzo. Come le olive.
Ora, io non so se ci sono motivi che giustificano questo aumento di prezzo. Da piccolo, qualche volta sono anche andato a raccoglierle, le olive (ultimi retaggi della civiltà contadina dalla quale provengo) e poi, al frantoio, mi sono pesato alla bilancia (tarata a quintali) e poi a casa, qualche tempo dopo, ho visto l’olio che ne abbiamo ricavato (anche se credo che all’epoca, la mia parte, nell’opera collettiva della raccolta, non fosse stata determinante).
Nonostante questa esperienza, dicevo, non credo che un’estate particolarmente calda e l’inverno mite che lo ha preceduto, possa aver fatto aumentare il prezzo delle olive.
E poi, in fin dei conti, non è che me ne importa più di tanto.

«Ragazzi che vivono la notte, che vagano di festa in festa, che spesso si ubriacano e fumano spinelli fino a stordirsi» ne ho conosciuti tanti a Perugia, Bologna, Lecce, Urbino, Parma, Milano, Roma, Uppsala, Valencia, Berlino e in tutte le città universitarie che ho frequentato, anche per una sola sera: italiani e stranieri, fuori sede o in erasmus che non hanno mai tagliato la gola a nessuno.
Feste, alcol, fumo, sesso. Nelle cronache dell’omicidio di Perugia, stanno comparendo i racconti di vita di una gioventù "senza regole". Leggete, per esempio, questo articolo del corriere della sera di ieri.
Dai verbali degli interrogatori del "gruppo allargato" di persone che giravano attorno alla casa della povera Meredith vengono fuori racconti normali di vita universitaria: comprare il fumo in piazza, da uno sconosciuto e poi fumare insieme agli altri, tornare a casa ubriachi, avere rapporti occasionali.
Possiamo metterci un giudizio di valore, qualcuno dirà che non è una vita morigerata, ma è stupido pensare che questi comportamenti generino la follia omicida di un pazzo (o di una pazza). Nessuno l’ha scritto ancora (e per fortuna), ma il moralista di turno è sempre in agguato.

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