sul mio paniere

A un certo punto, negli ultimi mesi, forse poco prima dell’estate, nel supermercato sotto casa è aumentato il prezzo delle olive. Da 6,90 € al chilo a sette euro e quaranta.
Nell’economia di un supermercato, e più in generale in quella della grande distribuzione, 50 centesimi (in più, al chilo) non sono gran cosa. Nell’economia di una mia spesa, che contenga delle olive, tanto meno.
Però, pensavo, mangiando delle olive verdi dolci, dietro l’iniziativa "prezzi bloccati" sui prodotti di prima necesità, si nascondono gli aumenti invisibili di tantissimi prodotti laterali che compri in quantità modica, per cui non vai a guardare il prezzo. Come le olive.
Ora, io non so se ci sono motivi che giustificano questo aumento di prezzo. Da piccolo, qualche volta sono anche andato a raccoglierle, le olive (ultimi retaggi della civiltà contadina dalla quale provengo) e poi, al frantoio, mi sono pesato alla bilancia (tarata a quintali) e poi a casa, qualche tempo dopo, ho visto l’olio che ne abbiamo ricavato (anche se credo che all’epoca, la mia parte, nell’opera collettiva della raccolta, non fosse stata determinante).
Nonostante questa esperienza, dicevo, non credo che un’estate particolarmente calda e l’inverno mite che lo ha preceduto, possa aver fatto aumentare il prezzo delle olive.
E poi, in fin dei conti, non è che me ne importa più di tanto.

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