volano gli uccelli

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Stormi di storni (apparentemente) impazziti nel cielo di Roma, al crepuscolo.
Fermo al semaforo, a piazzale Clodio, il signore sullo scooter di fianco a me mi dice che è normale, ma la panda piena di schizzi di guano che vedo parcheggiata mentre faccio via Mazzini, non mi rincuora.
Davvero, non so se questo spettacolo della natura sia normale o se l’istinto degli uccelli abbia sentito l’imminenza di una catastrofe, ma mentre cerco di sottrarmi alla nuvola coreografica dei volatili, penso solo a uscire indenne dalla pioggia di guano che sta per abbattersi in zona Prati.
E quando sul lungotevere, all’altezza del Palazzaccio me li ritrovo di nuovo sulla testa (presumibbilmente non gli stessi, ma evidentemente non meno impazziti) evito di andare verso San Pietro ché il cupolone mi sembra accerchiato, attraverso il fiume (sul ponte) e corro verso corso Rinascimento: sul Senato, penso, c’è il divieto di sorvolo.
A piazza Venezia temo un altro agguato e invece con sollievo scopro che il cielo è libero, fino a casa. Questa volta l’ho scampata.

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