la strada

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"Quando non c’è niente, la gente impara a mangiare tutto. Questo è l’anticipo della guerra".
Ha detto proprio così, l’anticipo della guerra, anche se certo, non sapeva di cosa stava parlando. Avrà avuto quarant’anni e forse non era nemmeno la figlia quella con cui passegiava nei corridoi del supermercato.
Chissà se qualcuno comprerà anche quelle poche mele rimaste, troppo mature. Ma a pochi minuti dalla chiusura non c’è la calca tra gli scaffali. C’è ancora un po’ di pane fresco, al reparto gastronomia dove il salumiere affettando il crudo, spiega a un cliente che i bancari hanno avuto più di cento euro di aumento senza un’ora di sciopero. C’è ancora un po’ di pane fresco, non capita mai a quest’ora. Invece il latte è finito, quello fresco che arriva il pomeriggio. Chissà che calcoli ha fatto, la gente.
Fagiolini in scatola, risotto pronto, pelati, spaghetti, tonno, olive.
Metto tutto nel carrello e andiamo.

"Ce la caveremo, vero, papa?"
Sì, ce la caveremo.
E non ci succederà niente di male.
Esatto."


Una bolletta da pagare, nemmeno troppo onerosa. Scaduta da venerdì. L’ufficio sotto casa stamattina era strapieno così decido di andare dritto al lavoro. Cercherò in redazione, su internet, l’ufficio postale più vicino aperto il pomeriggio, ho pensato. E così ho fatto, risultato: Roma Prati.
Alle 5 esco dal lavoro e corro là, supero le persone in attesa all’ingresso e prendo il mio biglietto. Poi guardo a che numero sono arrivati: 665.
Ho fatto la sottrazione 928-665
Risultato: 263 clienti in attesa.
Ammesso che la metà rinuncino… io sono in quella metà. Non passerò il resto del pomeriggio alle poste.
Sarà per un’altra volta.

più liberi

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Di tutto il sabato pomeriggio passato alla fiera della piccola e media editoria, la mezzora più bella è stata riempita da Filippo Timi e Antonio Scurati che chiacchieravano di amore romantico, morte, vita. Dopo una felice intuizione di Timi, i due autori hanno provato a parlare, da quei punti di vista, di Hello Spank; molto divertente.

roma

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ci sono momenti in cui una città sembra cambiare volto. come stasera, domenica, una giornata uggiosa. è bello tornare a casa in macchina, passare accanto al fiume senza traffico con l’aria ripulita dalla pioggia e godersi per pochi attimi le luci soffuse della città.

volano gli uccelli

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Stormi di storni (apparentemente) impazziti nel cielo di Roma, al crepuscolo.
Fermo al semaforo, a piazzale Clodio, il signore sullo scooter di fianco a me mi dice che è normale, ma la panda piena di schizzi di guano che vedo parcheggiata mentre faccio via Mazzini, non mi rincuora.
Davvero, non so se questo spettacolo della natura sia normale o se l’istinto degli uccelli abbia sentito l’imminenza di una catastrofe, ma mentre cerco di sottrarmi alla nuvola coreografica dei volatili, penso solo a uscire indenne dalla pioggia di guano che sta per abbattersi in zona Prati.
E quando sul lungotevere, all’altezza del Palazzaccio me li ritrovo di nuovo sulla testa (presumibbilmente non gli stessi, ma evidentemente non meno impazziti) evito di andare verso San Pietro ché il cupolone mi sembra accerchiato, attraverso il fiume (sul ponte) e corro verso corso Rinascimento: sul Senato, penso, c’è il divieto di sorvolo.
A piazza Venezia temo un altro agguato e invece con sollievo scopro che il cielo è libero, fino a casa. Questa volta l’ho scampata.

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