Cos’altro fa il nostro matto piange? [...] Comunque no, mica piange, ha solo gli occhi un pochino lustri per via dell’enorme velocità, è chiaro…

lu pollu cusùtu an culu

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piatto tipico della cucina del basso Salento preparato sulla base di una ricetta tradizionale…

vabbe’, la faccio finita: non credo che dalle mie parti un piatto di questo tipo esista davvero (chiederò a mia nonna, per sicurezza, a Natale), ma l’imitazione di Giuliano Sangiorgi fatta ieri sera a Zelig da Checco Zalone, merita l’invenzione di questa tradizione culinaria. un piatto gustosissimo, per chi non è allergico all’ironia, al peperoncino, e alle prese per il culo: come lu pollu, appunto.

mettiamo le cose in chiaro

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photored

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sei fermo al semaforo, rosso. molte macchine in fila davanti alla tua, altre macchine dietro. una telecamera controlla inflessibile il rispetto della legge, tolleranza zero.
col verde si passa; col rosso flash, multa. all’inizio non lo sapevi e forse qualche volta sei anche passato col rosso. chissà se te ne arriva qualcuna, sono anche punti sulla patente.
intanto è scattato il verde, hai guadagnato posizioni, sei a ridosso della linea bianca, ma è giallo, di nuovo, meglio rallentare.
ecco: rosso, altri 4 minuti fermo, ma se passavo scattava il flash, sicuro.
ma che è sto casino? perché stanno suonando il clacson tutti quanti?
oh cazzo, un ambulanza…

Esultanza allo stato puro: pareggio nei minuti di recupero.
Il giovane Esposito (mai cognome fu più popolare) risponde al supercampione Ronaldinho. Lo spirito levantino prorompe in tutti i settori dello stadio, dalla curva alla tribuna, nel più classico dei saluti “non convenzionali”.

bologna e il corpifuoco

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Stare chiusi dalle 22 alle sei per un anno, per un locale serale, un pub, significa fallire: chiudere per sempre.
Ma è quello che succederà, salvo ricorsi al Tar, a più di qualche locale del Pratello, tra cui due in cui ho passato molte serate: Osvaldo e il Barazzo. Tempo passato quasi sempre fuori dal locale, sorseggiando una birra o mangiando un panino, nel rispetto degli altri. Se è un reato l’ho commesso.
I gestori di questi locali, più volte multati per l’omessa vigilanza sui comportamenti per la pubblica quiete ora dovranno chiudere tutte le sere alle dieci per un anno, secondo quanto prevede una notifica del sindaco Cofferati.
Mantenere l’ordine pubblico solo con la repressione mi sembra un fallimento politico civile altrettanto grave.

misurare le passioni

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Adesso aspetto che parli il primo politologo; che spieghi che sì, ha vinto Obama, ma in questa situazione avrebbe vinto pure Hillary Clinton; che dopo otto anni di Bush e la crisi economica era normale che vincesse un democratico; che Bill Clinton aveva vinto in entrambi i mandati con un margine molto più ampio.
E magari sarebbe anche tutto vero, alla luce dei numeri, delle statistiche.
Ma quando l’analisi politica cerca di farsi scienza esatta, per misurare i flussi elettorali, i nuovi colori politici del territorio, diventa freddo calcolo. E dimentica la forza trascinante delle passioni, delle speranze (e delle paure, come abbiamo visto in Italia ma anche negli Usa, quattro anni fa); quella passione che ha coinvolto tanti giovani e “le minoranze” a sostenere Obama, anche solo portando in giro un cartoncino blu; quella speranza che ha fatto rimanere tanta gente in coda per ore sotto la pioggia davanti a un seggio.

Viva Obama

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affacciati sull’atlantico

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05.20
alè

04.55
a questo punto mancano solo i cornetti.

04.43
oltre l’oceano si vede la luce (dalle finestre non ancora).

03.25
tarallini per ingannare l’attesa e la fame.

02.12

02.00
stiamo tranquilli: Kentucky e South Carolina erano rossi certi già una settimana fa

01.27
OT complicazioni dal Portogallo (ma sempre Atlantico è)

00.30
comincia lo scrutinio in Kentucky, Indiana e New Hampshire

00.14
Drudge Report dice TOO CLOSE TO CALL AT CLOSE: FL, IN, OH

23.49
pochi minuti e comincia la conta

22.48
riparto, direzione redazione. speriamo di metterci meno tempo che all’andata.

22.16
prendo un caffè, la notte elettorale sta per cominciare.

20.06
un’ora e cinquanta per arrivare dal lavoro a casa, ma fra meno di 4 ore sono di nuovo lì. vedo che ci sono code anche altrove.

17.22
Sono inciampato in una parola.

16.51
Preparata la lista degli inviati e una cartella di sottopancia.

16.28
Giove Pluvio sembra non gradire questo entusiasmo pre-elettorale.

15.02
finita la riunione organizzativa. breve pausa pranzo. Obama ha già votato.

11.40
comincia la giornata lavorativa (e non solo) più lunga. aggiornamenti in corso.

spiegazioni solo di persona, è un argomento spinoso.

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