Con soli tre giorni di anticipo ho prenotato un volo Alitalia Brindisi-Roma a 70 euro. Era la prima voltra che non facevo il viaggio in auto o in treno, sempre per lo stesso motivo: decidendo quasi sempre all’ultimo momento, non ho mai trovato offerte convenienti. Questa volta invece Alitalia conveniva di più di Myair o Airone che faceva pagare 75 euro per un volo in partenza 25 minuti prima. La cosa mi ha fatto pensare: ma ha ancora senso dopo la fusione far partire due aerei a così breve distanza di tempo?
E comunque, sabato alle 18.30  mi sono presentato all’imbarco dell’aeroporto di Brindisi, ma sulla pista non c’era nessun boeing con le insegna tricolore. “Ma non si era detto che…” ho ricacciato subito via il cattivo pensiero. Non è la livrea che conta, l’importante è che la proprietà sia italiana. Almeno questo è quello che hanno cercato di farci credere.
E allora: io accetto pure di salire su unaereo AirOne con un biglietto Alitalia, visto che ormai sono la stessa cosa, ma per cortesia, togliete almeno la scritta Lufthansa dalla fusoliera.

p.s. sull’aereo con me viaggiavano poco più di 20 persone. non sarebbe meglio accorpare due voli ravvicinati e liberare slot per altre compagnie: nelle economie di mercato si chiama concorrenza.

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