E così a metà della storia (perché la fine sembra ancora lontana) internet torna alla ribalta. Non più come brodo di coltura delle nuove de-generazioni come sottolinea Zoro, ma come strumento per le indagini e per l’individuazione di un ricercato.
Detto che più in là potremmo parlare di tracciabilità e limitazione della privacy, nessuno, tra i parrucconi di Tg e giornali, ha sottolineato il lato positivo della rete: connettività, costi zero per le telefonate, mi pare. Non fa notizia?

"Si migliora il mondo arrabbiandosi un po’ o tanto, ma poi pensando al progetto".
Questa frase sintetizza perfettamente una riflessione di Luca De Biase che tiene insieme le principali incazzature collettive del momento.

via GenerazioneBlog

sul mio paniere

commenta

A un certo punto, negli ultimi mesi, forse poco prima dell’estate, nel supermercato sotto casa è aumentato il prezzo delle olive. Da 6,90 € al chilo a sette euro e quaranta.
Nell’economia di un supermercato, e più in generale in quella della grande distribuzione, 50 centesimi (in più, al chilo) non sono gran cosa. Nell’economia di una mia spesa, che contenga delle olive, tanto meno.
Però, pensavo, mangiando delle olive verdi dolci, dietro l’iniziativa "prezzi bloccati" sui prodotti di prima necesità, si nascondono gli aumenti invisibili di tantissimi prodotti laterali che compri in quantità modica, per cui non vai a guardare il prezzo. Come le olive.
Ora, io non so se ci sono motivi che giustificano questo aumento di prezzo. Da piccolo, qualche volta sono anche andato a raccoglierle, le olive (ultimi retaggi della civiltà contadina dalla quale provengo) e poi, al frantoio, mi sono pesato alla bilancia (tarata a quintali) e poi a casa, qualche tempo dopo, ho visto l’olio che ne abbiamo ricavato (anche se credo che all’epoca, la mia parte, nell’opera collettiva della raccolta, non fosse stata determinante).
Nonostante questa esperienza, dicevo, non credo che un’estate particolarmente calda e l’inverno mite che lo ha preceduto, possa aver fatto aumentare il prezzo delle olive.
E poi, in fin dei conti, non è che me ne importa più di tanto.

«Ragazzi che vivono la notte, che vagano di festa in festa, che spesso si ubriacano e fumano spinelli fino a stordirsi» ne ho conosciuti tanti a Perugia, Bologna, Lecce, Urbino, Parma, Milano, Roma, Uppsala, Valencia, Berlino e in tutte le città universitarie che ho frequentato, anche per una sola sera: italiani e stranieri, fuori sede o in erasmus che non hanno mai tagliato la gola a nessuno.
Feste, alcol, fumo, sesso. Nelle cronache dell’omicidio di Perugia, stanno comparendo i racconti di vita di una gioventù "senza regole". Leggete, per esempio, questo articolo del corriere della sera di ieri.
Dai verbali degli interrogatori del "gruppo allargato" di persone che giravano attorno alla casa della povera Meredith vengono fuori racconti normali di vita universitaria: comprare il fumo in piazza, da uno sconosciuto e poi fumare insieme agli altri, tornare a casa ubriachi, avere rapporti occasionali.
Possiamo metterci un giudizio di valore, qualcuno dirà che non è una vita morigerata, ma è stupido pensare che questi comportamenti generino la follia omicida di un pazzo (o di una pazza). Nessuno l’ha scritto ancora (e per fortuna), ma il moralista di turno è sempre in agguato.

scottature

3 commenti

sfumature di colore sul polpastrello dell’indice destro; leggera ipersensibilità al tatto. agguantare la moka cinque minuti dopo aver bevuto il caffé e poi lasciarla andare, di colpo. il lavello arresta la forza di gravità, una scia nera che diventa una chiazza prima di diluirsi ed essere risucchiata.
ogni cosa al suo posto, anche il dolore.

le bande di baggio

commenta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

passeggiando per Milano nord, un week-end di ottobre, una commistione di suoni, di età e di colori

Sotto casa mia c’è un boiler, uno scaldabagno o insomma quella cosa che si vede nella foto. Così, abbandonato per strada anzi, devo essere preciso, sul marciapiede (che poi un marciapiede asfaltato è indegno di questo nome e forse dire "per strada" non sarebbe scorretto). In ogni caso, il bidone dell’immondizia è a meno di cinquanta metri, subito dietro l’angolo: possibile che chi ha scaricato questo scaldabagno non se ne sia accorto? Fatto sta che questo boiler sta lì da ieri mattina almeno, forse di più e nessuno lo ha spostato. La gente guarda, supera l’ostacolo e passa oltre. Il camion della spazzatura nemmeno lo vede.
È il destino di chi vive in questa via disgraziata (un senso unico a cui si accede da un senso unico a cui si accede da un altro senso unico): i segni di quello che succede, restano ben visibili per settimane, come la macchina bruciata e una voragine a centro strada rimasta aperta per 4 mesi senza che nessuno (?!) decidesse di ripararla. Fra poco arriva l’inverno: c’è per caso qualcuno che ha bisogno di un boiler?

Pranzo al ristorante cinese. Arriviamo alle due, la sala è piena e ci tocca aspettare. Poi ci sediamo e ci fanno ordinare; menù classico, direi: spaghetti alla piastra e involtini primavera. Mentre mangiamo la sala si svuota e quando stiamo per andare via, mi accorgo che gli unici ancora seduti sono i gestori (cinesi): in quattro attorno a un tavolino,nel loro ristorante cinese, mangiano pasta fredda con mozzarella, basilico e pomodorini e patatine fritte. Però.

fallo da dietro

5 commenti

Questa sera sono stato a vedere "Fallo da Dietro" il programma che parla di calcio in diretta su N3TV tutti i lunedì alle 21.30 con Diego Bianchi e Stefania Campanella

Certo, da casa sarei stato più interattivo, ma è stato molto divertente anche stare lì di fronte.

piove

2 commenti

c’è almeno un vantaggio immediato: non dovrò lavare la macchina.
poi, certo, l’agricoltura, la siccità, l’ecologia, ma questa sera guardavo più che altro al mio microsistema. neanche pensare al governo ladro, mi fa più sorridere: sarebbe come sparare su un uomo già morto. allora, mentre nell’altra stanza ferrara discute di antipolitica con feltri, bondi, la brambilla e la jerkov, in attesa di resuscitare la fame a lungo tenuta a bada in questo lungo e lento pomeriggio, cerco riparo sotto il monitor, dagli schizzi di pioggia che passano attraverso la serranda socchiusa. più schierato del solito, stasera, otto e mezzo. credo che finirò per fare un uovo al tegamino. e poi a leggere qualcosa o a guardare la tv, meglio un dvd, che di navigare non ho più voglia, questa sera.

http://www.fulviototaro.it/feed/atom/