Arrivo al lavoro, incontro Monica e mi dice: "perché sei incazzato?" Passa un’ora e mentre parlo con Anna lei mi interrompe e dice: "è da un po’ di giorni che sei corrucciato, perché?"
Perché, perché, perché, perché, perché, perché? Boh!
Arrivo al lavoro, incontro Monica e mi dice: "perché sei incazzato?" Passa un’ora e mentre parlo con Anna lei mi interrompe e dice: "è da un po’ di giorni che sei corrucciato, perché?"
Perché, perché, perché, perché, perché, perché? Boh!
Al lavoro non stavo fermo un momento, no
sono tornato a casa col buontempo
oggi non si sogna di navigare
il mare lo andiamo a salutare
il mare lo andiamo a salutare
Tu vestiti come un angelo caduto sulla terra
da questo cielo che oggi il mio occhio non afferra
tu vestiti come un angelo che giri per la terra
fallo per questo cuore senza pace e senza guerra, per me.
Oggi non si sta fermi un momento
oggi non si sta in casa che è buontempo
oggi non si rischia né pioggia e né vento, no. (i.f.)
sono giorni che i pensieri mi scorrono attraverso. intensi, a momenti, a tratti fuggevoli. è così: fasi di intenso lavoro in cui è impossibile staccare la spina e tempi morti in cui la spina non riesci più a trovarla e il pensiero naviga dietro un monitor senza trovare un approdo.
sono giorni pieni di emozioni collettive: belle e brutte: giorni in cui la vita sociale (e privata) sembra passare in secondo piano.
ho il sonno pesantissimo la sera e leggerissimo la mattina. oggi ho bevuto due lattine di Coca-Cola light e, sorpresa, sono ancora vivo. potrei essere un effetto collaterale dell’ondata di caldo: ucciso dal montaggio di due video a tarda notte. se invece sopravviverò, come peraltro è altamente probabile, domani sarà un giorno migliore vedrai… mica vero!
sono giorni che il giorno migliore è il sabato e a volte la domenica (ma non tutte le settimane). non che i feriali non diano soddisfazioni, anzi. ma in un certo senso, e in qualche modo, non basta.
quest’altrove dura da un po’ troppo, me ne rendo conto. eppure da quell’altra parte c’è un’aria di festa che m’intrattiene e mi trattiene. aria di mare, di vacanza, che crea una vacanza…
questa breve settimana lavorativa è quasi già finita. chiudo le persiane per qualche giorno, ma lascio le finestre aperte, ché cambi aria. e comunque passerò ogni tanto a innaffiare le piante. lasciate messaggi se passate da queste parti.
dalle mie parti, invece, tempo permettendo, mi troverete in infradito e maniche di camicia (rigorosamente non azzurra), oppure a sponzo.
see you soon
chi dice no agli altri, dice sì a se stesso…
(sentita nei corridoi della redazione)
letture rubate al tempo (e al sonno)
…è la bellezza che più di tutto distrae dalla paura…
per diventare buoni arbitri bisogna fare i conti con la propria solitudine, con la propria autonomia
paolo casarin e darwin pastorin, Noi due in fuorigioco, Elèuthera
per fortuna che fuori c’è il sole, almeno quando esco (quelle poche volte) si fa in tempo ad andare in giro.
una birra o uno sprizz fa lo stesso (sempre che lo sappiano fare) per innaffiare una scorpacciata di olive of every kind

Il peccato originale del centro-sinistra, e di D’Alema in particolare, è l’assurda insistenza sulla necessità di un dialogo con Berlusconi. Si tratta di un errore madornale che dura dal lontano 1996, e che denota in chi lo commette un provincialismo desolante: nessuno Schroeder o Blair o Jospin, per citare i maggiori esponenti del mitico socialismo europeo, si sognerebbe di mettere al primo posto della sua agenda la ricerca di accordi con l’opposizione, né tanto meno si prosternerebbe ai suoi piedi pur di concordare il nome del nuovo capo dello Stato. L’ossessione del dialogo ha avuto l’unico effetto di attribuire al corteggiato speciale, cioè a Berlusconi, un immeritata patente di serietà, e di distogliere forze pericolose dall’essenziale compito di definire meglio idee e programmi del centro-sinistra.
[Claudio Rinaldi, L'Espresso, 8 luglio 1999]
Siamo ancora a questo punto?
coming back from un riposante weekend perugino I realize che a roma mi sento a casa. camminando con le valige a tracolla su via appia nuova, I felt quella strana e piacevole sensazione di avvicinamento a casa.
perugia, invece, sempre più è la mia "casa fuori dal mondo", quel posto dove posso staccare la spina e dove ogni volta è una scoperta e una sorpesa.
that’s all, for now