Adesso aspetto che parli il primo politologo; che spieghi che sì, ha vinto Obama, ma in questa situazione avrebbe vinto pure Hillary Clinton; che dopo otto anni di Bush e la crisi economica era normale che vincesse un democratico; che Bill Clinton aveva vinto in entrambi i mandati con un margine molto più ampio.
E magari sarebbe anche tutto vero, alla luce dei numeri, delle statistiche.
Ma quando l’analisi politica cerca di farsi scienza esatta, per misurare i flussi elettorali, i nuovi colori politici del territorio, diventa freddo calcolo. E dimentica la forza trascinante delle passioni, delle speranze (e delle paure, come abbiamo visto in Italia ma anche negli Usa, quattro anni fa); quella passione che ha coinvolto tanti giovani e “le minoranze” a sostenere Obama, anche solo portando in giro un cartoncino blu; quella speranza che ha fatto rimanere tanta gente in coda per ore sotto la pioggia davanti a un seggio.
05.20
alè
04.55
a questo punto mancano solo i cornetti.
04.43
oltre l’oceano si vede la luce (dalle finestre non ancora).
03.25
tarallini per ingannare l’attesa e la fame.
02.12

02.00
stiamo tranquilli: Kentucky e South Carolina erano rossi certi già una settimana fa
01.27
OT complicazioni dal Portogallo (ma sempre Atlantico è)
00.30
comincia lo scrutinio in Kentucky, Indiana e New Hampshire
00.14
Drudge Report dice TOO CLOSE TO CALL AT CLOSE: FL, IN, OH
23.49
pochi minuti e comincia la conta
22.48
riparto, direzione redazione. speriamo di metterci meno tempo che all’andata.
22.16
prendo un caffè, la notte elettorale sta per cominciare.
20.06
un’ora e cinquanta per arrivare dal lavoro a casa, ma fra meno di 4 ore sono di nuovo lì. vedo che ci sono code anche altrove.
17.22
Sono inciampato in una parola.
16.51
Preparata la lista degli inviati e una cartella di sottopancia.
16.28
Giove Pluvio sembra non gradire questo entusiasmo pre-elettorale.
15.02
finita la riunione organizzativa. breve pausa pranzo. Obama ha già votato.
11.40
comincia la giornata lavorativa (e non solo) più lunga. aggiornamenti in corso.

spiegazioni solo di persona, è un argomento spinoso.
Qualche studente si spaventerà martedì 4 novembre vedendo entrare i generali dell’esercito nelle scuole. Non sarà un golpe (salvo diverse comunicazioni successive), ma è quantomeno poco ortodosso che la storia della grande guerra non sia spiegata dai professori, ma sia raccontata da esponenti dell’esercito.
E comunque, dopo giorni di proteste, farà comunque un effetto strano la gentile irruzione dell’esercito nelle aule. Forse è per questo, per preparare psicologicamente studenti e insegnanti, che nel frattempo il governo ha mandato la polizia a presidiare il ministero dell’Istruzione.
Docenti e ricercatori della facoltà di Scienze, Università Tor Vergata, hanno fatto lezione in piazza nella periferia di Roma per portare fuori dalle aule il malessere per i tagli ai fondi degli atenei deciso dal governo. Si è parlato di significato e verità (a cavallo con la filosofia), di chimica della pittura, di nuovi materiali e della scoperta del big bang. Tra gli altri c’era anche Keplero. La pioggia ha fatto solo un breve passaggio iniziale, ma gli ombrelli hanno protetto studenti e passanti che si erano fermati ad ascoltare queste lezioni in uno spazio inconsueto.
Sarà che quando te la raccontano la prima volta, in prima elementare, 30 o 60 fa poca differenza. Sarà che la seconda volta, in prima media, è una storia che hai già sentito quando eri piccolo e non ti appassiona più. Sarà che la terza volta, al liceo, il ‘68 è molto più interessante di qualsiasi cosa successa prima di Cristo.
Poi un giorno, per caso, riascolti la storia di Annibale e ti fa un certo effetto scoprire che il grande condottiero cartaginese ha attraversato le Alpi sul dorso degli elefanti a 26 anni.
Obama ‘08 - Vote For Hope from MC Yogi on Vimeo.
Eccoci qua, spazio nuovo e nuovi spazi. Ancora non ci ho fatto l’abitudine nemmeno io e qualcosa è ancora da sistemare. Un po’ alla volta.
Grazie a danielerollo per il supporto tecnico (e non solo).
Cosa fate ancora lì? Accomodatevi.









