alla cassa!

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Gli ultimi anni vissuti a Bologna abitavo in via san felice, alle spalle del Pratello. Da studente universitario fuori sede avevo una sola certezza in campo alimentare: quando hai fame c’è Ivan il barese. Un pezzo di pizza al pomodoro 1 euro, con la mozzarella 1 e venti; la pizza barese, con le olive, 1 euro e 50. Una (birra) trequarti 1 euro e ottanta.
Se sono sopravvissuto alla fame è anche grazie a Ivan.
Quando ancora lo conoscevo poco una volta mi ci portò l’amico di un amico, ex studente a bologna, leccese come me e da poco trasferito a londra: invece di entrare si arrampicò alla saracinesca del retrobottega e cominciò a cantare "Bari merda!" a squarciagola. E poi abbracci infarinati.
Di calcio si parlava poco: business is business, e per fortuna, ma in quel laboratorio artigianale ci sarò passato quasi tutti i giorni per almeno tre anni. Prima di cena o prima di andare a dormire, a notte fonda.
Gli ultimi anni, da quando a bologna non ci sto più, ci sono sempre passato ogni volta che sono tornato al pratello: un pezzo di pizza non ha mai fatto male, anzi.
Ma ogni volta c’era qualcosa in meno: prima niente birre dopo le nove, poi niente sgabelli e ora leggo da Aeiouy sullo Spettro della bolognesità che presto il barese potrebbe chiudere del tutto e lasciare posto a un kebabbaro. E immagino che per qualcuno non faccia tanta differenza, siamo tutti uguali, tutti maruchein.

Non sono dodici, anzi sono più del doppio, i ministri e i leader di partito chiusi a palazzo Chigi da mezzogiorno per un vertice di maggioramza che sembra quasi l’ultima cena. Per gli ospiti, raccontano i presenti, solo uno spuntino veloce, con panini, tramezzini e acqua. Poca roba, e infatti il premier ha subito liquidato i tanti portavoce presenti in sala con gli auguri di buon anno e tanti saluti.

Riuscirà il presidente del Consiglio a mettere tutti d’accordo o c’è già qualcuno che, dopo tanti annunci, è pronto a far saltare il banco per trenta denari?

Il giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli, nel suo blog (Piovono rane), racconta come e perché non è riuscito a intervistare Beppe Grillo. Qui trovate il post.
Le considerazioni finali sul rapporto tra Grillo e la stampa "main-stream", sono evidenti per chi abbia mai provato a intervistare Grillo e io, che ci ho provato, le condivido in pieno.
Una su tutte: l’informazione libera e democratica si basa sul confronto delle idee, non sui monologhi. Parlare per diciassette minuti di fila con poche interruzioni non è propriamente qualificabile come censura.

Spesso mi sono lamentato del servizio dele poste italiane, ma può capitare di rimanere insoddisfatti anche di un servizio di consegna privato. Giusto per non dire che basta privatizzare, perché in Italia tutto funzioni bene.

Ecco la storia.

Il 28 dicembre un pacco che ho comprato su internet (spese di spedizione a carico del "negozio" online) viene preso in consegna da TNT.
Consegna prevista il 2 gennaio.
Il 2 gennaio il fattorino di TNT porta il pacco al TNT point da me indicato, ma non ricevendo il pagamento in contrassegno (dal TNT point?!) non lo consegna. Sul tracking online la sera del 2 gennaio risulta: "destinatario non trovato" o qualcosa del genere.
La mattina del 3 gennaio contatto il servizio clienti di TNT; una gentile signorina mi dice: se vuole ritirare il pacco lo mettiamo in fermo deposito presso la filiale più vicina a casa sua dalle 8 di domani mattina (la filiale più vicina è a 9 chilometri).
La mattina del 4 gennaio alle 11.30 al deposito di Roma Cinecittà il mio pacco non è ancora arrivato. Nel pomeriggio il servizio clienti di TNT mi comunica che il pacco è stato depositato alla filiale di Roma Cinecittà solo alle 13:13, ma ormai è venerdì e sto lavorando: se ne parla lunedì mattina.
Lunedì alle 10:00 torno al deposito di Roma Cinecittà dove mi dicono che il pacco non è più lì: è partito di prima mattina per la consegna al TNT point da me indicato (ma l’ho indicato il 27 dicembre! non ci eravamo accordati diversamente, nel frattempo?). La consegna però non avverrà prima delle 18:00.
Lunedì alle 19 il pacco è finalmente arrivato, ma a questo punto aspetto martedì mattina per ritirarlo in contatto telefonico con il servizio clienti, vedi mai. E così ho fatto.

Ed ecco cosa c’era nel pacco

acca larenzia

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in questo momento sta passando sotto casa il corteo della fiamma tricolore che ricorda le vittime della strage di via Acca Larenzia. Di quello che successe se ne parla anche qui.
Il quartiere è militarizzato: polizia e carabinieri a ogni incrocio. un elicottero che volteggia sul quartiere sta facendo tremare da mezzora le finestre di casa mia.
Sono andato a vedere e ho fatto qualche ripresa. Eccole qua

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Il servizio di TNT si sta rivelando, per me, molto poco affidabile. E quando questa storia finirà (spero presto e bene) vi spiegherò anche perché.

palomba e palombella

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Il cinema affollato, solo posti in piedi, la domenica mattina, non l’avevo mai visto. Il cinema è il nuovo sacher; il padrone di casa, Nanni Moretti, fa su e giù tra il palco e la platea, rimprovera una spettatrice lamentosa, poi sale sul palco e annuncia: "per l’una abbiamo finito". Che non è propriamente un buon inizio, se non, forse, per i tanti sessantenni presenti in sala.
E invece i due cortometraggi attorno a Palombella Rossa sono belli e, in alcuni passaggi, a loro modo emozionanti. Fa impressione la somiglianza tra il vero allenatore di pallanuoto di Nanni Moretti e il Silvio Orlando del film.
E poi una valanga di recinzioni, gli scritti cazzari di Johnny Palomba, lette a turno da Nanni Moretti e dall’autore mascherato.

Qui c’è il mio tentativo di video (fatto oggi con una fotocamera)

E questo è quello ufficiale della Fandango nello spettacolo del 16 dicembre

oggi la benzina è rincarata. anche ieri per la verità, e pure la settimana scorsa. Credo che dall’estate del ‘56 i periodi in cui il prezzo della benzina sia diminuito non siano stati più di tanti né troppo lunghi.
Però ci sarà un motivo se tra gli alberi di via Furio Camillo, a Roma, il gasolio e la benzina costano sempre 5 centesimi in meno che altrove.
Il motivo è che in mezzo a quegli alberi c’è uno dei pochi distributori di proprietà della grande distribuzione organizzata, le catene degli ipermercati, per capirci. In via Furio Camillo c’è un distributore di benzina Tamoil della Auchan. Una specie di oasi al contrario: la benzina in mezzo agli alberi.
E lì la benzina costa meno. Costa meno come al distributore Total di fianco all’Ipercoop di Lecce e nelle poche altre aree di servizio di proprietà della GDO.
Solo che le compagnie e i benzinai, non vogliono la concorrenza spietata dei big dela distribuzione (come non la volevano i farmacisti. Caso strano, però, tra tutti gli aumenti che hanno fatto impennare l’inflazione, i prezzi dei medicinali negli utlimi mesi, sono diminuiti).
Provo a mettere in relazione questo ostruzionismo, col fatto che nella mia città, negli ultimi due anni sono spuntati un sacco di nuovi sistributori di benzina. Sarà che le liberalizzazioni se le vogliono gestire in proprio?

saldi

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saldi

beati gli ultimi se a roma, il primo giorno, piove.

autostrada del sole, direzione nord all’altezza dello svincolo Anagni-Fiuggi

riuscite a leggere la segnalazione? poco e male.
rallentiamo e avviciniamoci…

autostrada2

ora riuscite a leggera. riuscite a capirla?

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